001 CRESI ANPLAGGHED. Il quadrante del lavoro. La differenza tra professionisti e imprenditori.

Trascrizione:

3… 2… 1… Benvenuti in una nuova puntata di Radio Cresi. E oggi diamo il via a un nuovo format: Cresi Anplagghed.

Che cos’è Cresi Anplagghed? Innanzitutto avrete visto che non è scritto unplugged ma è scritto anplagghed, all’italiana. Questa ovviamente è una citazione, un tributo ad Aldo, Giovanni e Giacomo e al loro show teatrale Aldo, Giovanni e Giacomo anplagghed.
E come può essere una radio anplagghed? Beh, unplugged significa non amplificato, sono gli show musicali in acustico. In questo caso sono in acustico in senso che ci sono solo parole.Tutta l’importanza è sulle parole e non sulla musica e sul contorno. Sono episodi molto veloci, episodi che durano una decina di minuti, che lasciano un messaggio ben chiaro.

Messaggio che da dove viene preso? Sono contenuti che io ho creato per interviste, conferenze, dirette, e ho deciso di riportare qua perché secondo me contenuti che hanno bisogno di vivere in evergreen perché meritano di essere ascoltati da più persone di quella che è stata per esempio la platea di un evento con mille persone, che però sono lì in un momento, fine. Quel messaggio poi dopo si disperde.

Ma veniamo subito a di cosa parleremo in questa puntata. In questa puntata parleremo del quadrante del lavoro, in particolare ci concentreremo sulla differenza tra lavoratore autonomo, professionista, e imprenditore. E faremo anche un accenno di ciò che è la responsabilità, cosa significa essere un imprenditore di valore secondo me.

Il contenuto di questo episodio è tratto da una diretta del bar Marketers.
Per chi non conoscesse il bar Marketers sono delle dirette che faccio nel gruppo Dario Vignali | Marketers.
Partiamo subito.

Cosa vuol dire essere un imprenditore, cosa contraddistingue un imprenditore da un solopreneur o da un professionista, o da un qualsiasi altro tipo di lavoratore? E sono arrivato alla soluzione che per me l’imprenditore, ciò che lo contraddistingue, è che ha una responsabilità sociale.
Perché un lavoratore autonomo o un professionista da un giorno all’altro può decidere di chiudere e non succede nulla. Un imprenditore non può più pensare di chiudere perché non ha più voglia di raggiungere la sua idea o ha un’altra idea o quant’altro, ma deve pensare che ci sono delle persone che lavorano per lui di cui lui ha responsabilità, non solo di quelle persone lì ma di tutta la famiglia.

In un periodo come questo, di tutto quello che sta succedendo, non è facile per nessuno. Penso che essere un imprenditore se la tua azienda sta avendo difficoltà, un pensiero in più che hai è anche la responsabilità nei confronti delle altre persone.

Sarebbe bello che pensassero tutti gli imprenditori questo. Io la penso così e le persone che stimo, che seguo e con cui mi confronto ogni giorno, la pensano così e questo è quello di cui sono contento.
Motivo per cui quando qualcuno mi dice che è un imprenditore e non ha problemi a chiudere un’azienda da un giorno all’altro, o abbandonare i propri soci perché vuole andare avanti da solo da un giorno all’altro, per me quella persona non è un imprenditore. Perché se fossi un imprenditore tu avresti la responsabilità, sentiresti la responsabilità delle persone e non abbandoneresti un progetto.

Quello che parlavo nella puntata che chiedeva Federico è la differenza fra un freelance e un imprenditore.

Allora, pensiamo un attimo alle tipologie di lavoro, possiamo dividerle in quattro: c’è il dipendente, c’è il lavoratore autonomo – come lavoratore autonomo possiamo metterci dentro il professionista, il solopreneur, e quant’altro -, c’è l’imprenditore e infine c’è l’investitore.
Scartiamo la parte dell’investitore che in questo momento qua non c’interessa. Parliamo di dipendente, lavoratore autonomo e imprenditore.

Il dipendente magari ad un certo punto decide di staccarsi e avere un proprio lavoro. Il proprio lavoro potrebbe essere che decide di usare la propria competenza per lavorare con dei clienti, oppure potrebbe decidere di dire – faccio degli esempi banali – “Sono un parrucchiere, apro un negozio di parrucchieri e faccio il parrucchiere per me e non per altri, e quindi metto il mio lavoro, eccetera”. In quel caso lì semplicemente ti sei creato un lavoro, ok? Infatti lavoratore autonomo. Ma sei sempre un lavoratore, perché il tuo tempo, le tue competenze, sono quelle che generano soldi, ok?
Questo è quello che fa il professionista.

A un certo punto il professionista può continuare a fare il professionista e diventare sempre più bravo, oppure può iniziare a creare una sua squadra. Creando una squadra inizia a capire che “Uhm… Io non non faccio più questo lavoro qua. Il mio lavoro inizia a portare lavori all’interno della mia squadra, far sì che la mia squadra possa poi gestire i lavori, fare i lavori. Inizio a essere un imprenditore”.
Oppure sono un freelance, ho una competenza, mi viene un’idea, decido che voglio metter su un progetto. Inizialmente metto su un progetto io da solo. Marketers è nata da me e Dario, è nata da Dario, eravamo due professionisti che si sono messi assieme per fare un progetto imprenditoriale, che è diventato imprenditoriale ma che era un progetto di professionisti – e grazie alla nostra professionalità, la nostra competenza, abbiamo creato un progetto fino a diventare imprenditori.

Quando si diventa imprenditori? Quando non sei più tu ad occuparti del progetto.
Infatti io ancora adesso non riesco a definirmi imprenditore per il mio lavoro su Marketers Company, riesco a definirmi imprenditore per il mio lavoro su Marketers Holding. Perché Marketers Holding… Io non faccio marketing in Marketers Holding, io faccio il lavoro dell’imprenditore: mi occupo di cultura aziendale, mi occupo di finanza, mi occupo di gestione dell’impresa, e faccio le riunioni con i vari amministratori delegati e direttori marketing delle varie aziende, e loro portano avanti le scelte strategiche dell’azienda, ok?
Quelle, se io domani me ne sto fermo per sei mesi perché ho un problema – speriamo di no – continuano a lavorare, continuano a far strategia, continuano a portare a casa risultato.

Marketers Company molto probabilmente in questo momento qua senza l’apporto mio e di Dario – per come è stata gestita, per l’uscita di un socio che abbiamo avuto, per i casini che sono stati fatti prima che il socio uscisse e quant’altro – non andrebbe avanti da sola molto probabilmente l’azienda. Perché ha bisogno ancora lato marketing che ci sia la presenza costante mia e di Dario sulla strategia per affiancare Elio, ok? Ma non perché Elio non sia bravo, perché Elio in Accelerator porta avanti la strategia, ma perché in Marketers Company c’è ancora bisogno della nostra guida di dove andare.

Quindi mi reputo un ottimo professionista in Marketers Company, un imprenditore – non dico se ottimo o non ottimo, non sono io a giudicarlo, ma chi lavora con me – in Marketers Holding, quindi tutte le altre aziende.

Questa secondo me è la vera differenza tra essere un imprenditore o essere un professionista.
Quando sei un imprenditore, il tuo capitale genera altro capitale. Quando sei un professionista, la tua competenza genera capitale. E poi la tua competenza può generare più capitale se tu hai anche un buon personal brand oppure se tu ci metti più ore.

La differenza tra professionista e imprenditore è che appunto che appunto all’inizio crei un progetto imprenditoriale – sì, sei sulla strada per diventare un imprenditore, sei entrato nel dente e quant’altro, anche se apri una S.r.l. non ti puoi definire un imprenditore, perché il tuo lavoro è passare la giornata tu a portare avanti quel progetto lì, magari hai delle persone che lo portano avanti con te, ti occupi di strategia.

Quando finalmente ti occupi di cultura, alla strategia ci pensa qualcun altro e tu sei concentrato su far sì che quell’azienda non arrivi a fine anno, ma che arrivi a fine dei prossimi cinque anni, a fine dei prossimi dieci, a fine dei prossimi vent’anni, allora a quel punto sì: sei un imprenditore, perché stai facendo sì che l’azienda vada verso lo scopo che è la vision, la realizzazione della vision. Che magari è utopica, ma avvicinarsi il più possibile. E invece le persone stanno lavorando per raggiungere la mission, e la mission è quella cosa che permette di far sì che la vision si avveri.

Per questa puntata ragazzi è tutto, prima di salutarvi voglio lasciarvi con due approfondimenti: se volete approfondire l’argomento di oggi potete ascoltare il LateSession 007. Cultura aziendale per vivere una vita che meriti di essere vissuta e il LateSession 005. Giovani e imprenditoria.

Come al solito ragazzi ci rivediamo settimana prossima, domenica, con una nuova puntata e ci vediamo all’improvviso.
Buona settimana ragazzi.

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