Un tramonto alle isole sanguinarie

9 agosto 2020. Isole Sanguinarie, Corsica.

Silenzio. Un tramonto sul mare da togliere il fiato, la Corsica mi sta abituando troppo bene. Gabbiani che volano su questi scogli tinti di rosso dal tramonto e la mia schiena appoggiata al muro del faro. 

Chissà chi ha vissuto qua quante volte si è messo qui, come sono io, ad ammirare questa bellezza. E non so perchè ma me lo immagino barbuto, che si prepara una tabaccata e sospira dopo le fatiche del giorno. 

Mi piace l’idea di passare un po’ di giorni in un posto così. Un’isola, con acqua cristallina, macchia mediterranea e scogliere. Possibilmente vista tramonto sul mare. 

Qualche giorno dove fermarsi, contemplare la bellezza, riflettere e scrivere. Giorni tranquilli nella frenesia della vita. Dove ti scordi di quel ritmo che la societá ci impone, o quanto meno a cui ci ha abituato e dal quale difficilmente scappiamo. 

Ecco. Scrivere. Ora vorrei scrivere di cosa mi piace fare, delle tante cose che mi piacciono fare e a cui però non voglio rinunciare nella vita. Mi torna in mente la frase di Yvon Chouinard;

sono un uomo da 70%. Imparo una cosa fino al 70% divento bravo ma non eccelso e poi via alla prossima. 

Io sono così.

Ci pensavo ieri sera mentre cucinavo il tonno appena pescato, in barca, e tutti mi facevano i complimenti.

Non sono uno chef, me la cavo.

Non sono un campione di sci, ma sono diventato maestro.

Non dedicato la mia vita al business ma ho 6 aziende.

Non sono un fotografo ma faccio foto che diverse persone hanno appeso nel loro salotto.

Non sono un pescatore ma ieri ho preso un tonno.

Non sono uno scrittore eppure tanta gente apprezza quel che scrivo.

O forse sono tutto ciò. Non lo so. 

Sta di fatto che ci sono ancora tante cose che voglio fare / imparare. Molte le custodisco nel mio libretto dei sogni. Magari un giorno ne parlo. Intanto però ne elenco qualcuna di queste. 

Scrivere un libro. 

Suonare bene la chitarra. Con bene intendo sufficiente per farlo davanti a un pubblico, su un palco. 

Scrivere una canzone.

Imparare a cantare.

Saper portare una barca a vela e poi possederla una barca vela.

Mannaggia c’è foschia. Il sole sta scendendo dietro le nubi. Non lo vedrò cadere nel mare. 

Il cielo però prenderà comunque una sfumatura assurda. Anzi, forse diventerà anche più viola. 

Che bello il sole è sceso e io pensavo che questo momento meriterebbe un applauso come ho visto fare in molti posti. Nessuno però ha applaudito, anche perchè non c’è praticamente nessuno. Ma i gabbiani hanno iniziato a cantare, per un buon 30 secondi. E io applaudo allora. Cantare non so ancora farlo.

Andare con il windsurf ma anche con il kite che ho iniziato e poi per un motivo o per l’altro non ho continuato.

Viaggiare da solo. Ho fatto tante cose da solo, visto tanti posti da solo ma mai un vero e proprio viaggio. Sono sempre finito in posti dove la qualcuno conoscevo. Viaggiare da soli è diverso. 

Viaggiare nel senso di scoprire nuovi orizzonti. 

… mi fermo qui. Il sole è tramontato. Alcuni della ciurma hanno fatto yoga, altri come me si sono isolati. Ora torniamo in barca che c’è ancora un po’ di tonno da cucinare e si brinda a un’altra giornata fantastica.

 Che bella la vita. 

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